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MALI E BURKINA FASO L'Africa degli Uomini
IL MEGLIO DEL MALI     - Partenze speciali -




“Si viaggia molto più nel tempo che nello spazio; (…) in Africa basta un fiume o una picco-la catena di montagne per farci passare dal mondo moderno al Medioevo o all’età del bronzo” A.Moravia, “A che tribù appartieni?” È il circuito più completo attraverso i siti più belli del paese: la mitica Timbuktù. Djenné, Segou, Mopti e il paese dei Dogon. ai piedi della falesia di Bandiagara. Per chi vuole infine approfittare per conoscere una parte, la più bella, del vicino Burkina Faso segue pure un’estensione verso questo paese. Gli individuali saranno affidati ad un autista guida parlante francese mentre i gruppi minimo 4 per-sone, alle date fissate, ad una guida parlante italiano

Durata:                              11 giorni – 9 notti

Partenze garantite:          il venerdì con voli Air France minimo 4 persone

Trattamento:                    Pernottamento e prima colazione a Bamako.

Pensione completa durante il tour. Bevande escluse

Trasporti:                          Minibus/4x4 con aria condizionata e guida parlante italiano

                                          Piroga sul Niger

 

Date di partenza minimo 4 persone:

01 e 29 Ottobre – 26 Novembre

17 e 24 Dicembre

1° giorno, venerdì - Partenza dall'italia
Partenza in mattinata dalle città servite dall’Air France, per Parigi e da qui proseguimento per Bamako con volo diurno. Arrivo in serata nella capitale del Mali, trasferimento in città e sistemazione all'Hotel Plaza (camere con aria condizionata e servizi privati. Buona cucina).

2° giorno, sabato - Bamako - Timbuktù

Di buon mattino prima colazione in hotel e trasferimento all’aeroporto. Volo per Timbuktu.

Sempre dal libro di A.Moravia, “A che tribù appartieni?” 

“In Africa l’aeroplano è più rivelatore dell’automobile perché l’Africa è monotona e iterativa e dall’aereo la monotonia e l’iterazione si contemplano mentre in automobile si soffrono. La savana per esempio, che è per eccellenza monotonia e iterazione con i suoi milioni di acacie su milioni di dune sabbiose, si abbraccia meglio in tutta la sua assoluta selvaggeria dal cielo che dalla strada. Adesso è la volta di uno di quegli sterminati acquitrini in cui le acque interne dell’Africa si raccolgono e ristagnano. Nel caso, si tratta dell’acquitrino formato, per così dire, dall’incapacità di prendere forma propria del fiume Niger nel punto più a nord della sua grande ansa. L’acquitrino del Niger, lo sorvoliamo per quasi un’ora senza mai vederne la fine. E’ di un azzurro pallido, diafano, suddiviso da lingue e ismi di terra di un verde pallido, in tanti bacini minori, pozzanghere, canali, fiumane, laghi e paludi. E’ un mondo anfibio e si vede benissimo dall’aereo che la terra e l’acqua non hanno confini precisi. Ogni tanto, sulla punta estrema di una lingua di terra verdolina, si scorge una piccola macchia bruna: un villaggio”

Arrivo dopo circa un’ora e mezza di volo. Trasferimento in città e inizio della visita.

“Timbuctù è oggi una cittadina di casette d’argilla costruite sulla sabbia. Argilla e sabbia hanno lo stesso colore, per cui la città sembra parte del deserto, un frammento di Sahara che qui abbia assunto la forma di blocchi rettangolari sopraelevati ( Ryszard Kapuscibski).

Casette ma anche palazzi di argilla, abitati dalla borghesia locale, con stili architettonici particolari, che uniscono le tendenze nord africane con forme più sudanesi, che fanno di Timbuktù –a suo modo- una città cosmopolita,

Si arriva a Timbuctù colmi delle descrizioni che ci hanno lasciato grandi viaggiatori del medioevo, tra cui Leone l’Africano, e che hanno contribuito a fare di questa città un mito. Di quel tempo d’oro, XV-XVI sec., restano tre moschee: la moschea Djingereber, costruita nel 1327 da El Saheli, architetto andaluso; la moschea Sankore, che ospitò una famosa università, e la moschea Sidi Yahya, costruita dal marabù El-Moktar Hamall. Interessanti anche altre tracce di un passato glorioso: finestre, porte, colonne e decorazioni di stile marocchino.

L’attualità culturale di Timbuctù è rappresentata dalle decine di biblioteche, che raccolgono secolari manoscritti. Tracce di un sapere  che ha la leggerezza di fogli di carta ma la densità di un tempo che non finisce mai. Ma Timbuctù è tuttora soprattutto un terminal carovaniero, come lo è stato per secoli.

In un quartiere periferico, che visiteremo, arrivano le carovane depositando le lastre di sale che poi sarà distribuito in varie regioni dell’Africa Occidentale. In questo quartiere le genti delle carovane hanno i loro caravanserragli, i loro accampamenti ed è qui che celebrano lo scorrere della vita tra una carovana e l’altra: matrimoni, battesimi…

Visiteremo anche gli artigiani, famosi per l'antica tecnica dei gioielli derivati dalla tradizione sia Maura sia sudanese della filigrana. E' possibile inoltre trovare prodotti dell'artigianato Tuareg (portafogli, portapipe, anelli, spade, pugnali, teiere). Timbuctù sembra aver perso la vitalità di un tempo, ma quando arriva la sera ecco che la città ritrova la sua animazione. Songhay, Mauri e Tuareg invadono le strade. Esplodono canti e si improvvisano danze. In realtà, Timbuctù resta una città opulenta per le caste di borghesi Songhay che l'abitano e che continuano ad avere in mano il commercio del sale.Quando la notte avrà avvolto i volumi delle case e le forme dei suoi abitanti, ci ritroveremo sulla terrazza di mercante del sale, nel quartiere delle carovane, per la cena tradizionale su stuoie ed una serata di danze tuareg: gli uomini si lanciano in danze di guerra, mentre le donne danno il ritmo su tamburi dal suono profondo. Voci acute di ragazze lodano la grazia dei danzatori. Tra i veli color indaco occhi a volte maliziosi osservano e si lasciano osservare.  Di nuovo la  magia di un’altra notte africana che si vorrebbe infinita!

Pensione completa  all’hotel Azalai (unico vero hotel di Timbuktù anche se un po’ vecchiotto, camere con aria condizionata e servizi privati).

 

3° giorno, domenica - Timbuktù – Yovarou

(km 200 di pista e navigazione sul fiume Niger nel pomeriggio)

Di buon mattino, prima colazione e trasferimento verso Nianfounké. La pista scorre nel lembo  che separa il deserto dalla savana. Territorio di nomadi pastori… sosta per la visita di un accampamento lungo il tragitto. Raggiungiamo Nianfounké. Lasceremo le nostre 4x4 per una giornata e mezza di navigazione lungo il fiume Niger a bordo di una grande piroga coperta. Percorreremo la parte più interessante del delta interno del Niger.

 

In questa regione all’incerto confine fra savana e deserto il gigantesco corso d’acqua si divide in centinaia di rami, di laghi e laghetti creando il delta interno, un’enorme “ragnatela d’acqua” che si estende per centinaia di chilometri. Questo delta, nel cuore del continente africano, è abitato da una moltitudine di villaggi uniti fra loro dalla grande rete di corsi d’acqua. Seguire il Niger, qui chiamato Joliba, significa percorrere la millenaria arteria di scambi che con le sue piene ha reso fertile questa regione. Qui l’uomo attraverso secoli e millenni di insediamenti ha espresso numerose civiltà, che hanno lasciato a testimonianza raffinati oggetti di bronzo e terracotta che sono fra i capolavori dell’arte africana. Andremo alla scoperta di villaggi abitati da Peul e Bozo, raggiungibili solo in piroga. Ammireremo le loro belle architetture in argilla, le moschee dagli stili delle etnie di appartenenza, le case distribuite lungo i corsi d’acqua, i minuscoli accampamenti di pescatori sugli isolotti. Gli appassionati di ornitologia avranno un piacere in più  rappresentato da innumerevoli speci  di uccelli acquatici, in modo particolare anatre selvagge che  ci accompagneranno in questa navigazione.  

Pranzo a bordo. Cena e pernottamento al Campement Youvarou. (costruito con materiale locale dall’architetto italiano Carola in uno stile integrato all’architettura locale, ma confortevole. camere con ventilatore (la corrente è tolta alle 21h00) e servizi privati).

4° giorno, lunedì - Yovarou – Kona – Mopti (Navigazione sul fiume Niger e 77 km di strada)

Prima colazione. Continuazione della navigazione attraverso il Lago Debo.

Pranzo a bordo. Giunti a Kona i veicoli saranno ad attenderci. Trasferimento a Mopti ed inizio della visita della città. Cena e pernottamento all’ Hotel Ambedjele (tutte le camere sono dotate di aria condizionata e servizi privati, sono costruite all’interno di un granaio Dogon!!! Il centro di questa complessa cosmogonia. Grande piscina, cucina gastronomica).

5° giorno, martedì - Mopti – Sangha (km 122 di cui 45 circa di pista)

Prima colazione e visita della città.

Mopti, caratterizzata soprattutto dal variopinto porto che ospita bei personaggi dell’acqua e del deserto. “Creazione” coloniale, in contrapposizione a Djenne, Mopti, ha conquistato negli ultimi decenni l’egemonia come porto fluviale  nella regione del delta interno. Sicuramente il più ricco in pesci. Mopti è dunque terminal di barche stracariche di gente, che qui arriva per lo più con pesce e riparte con i beni prodotti dal lavoro agricolo dei Dogon: essenzialmente miglio e cipolle

Mopti è anche un terminal importante del commercio del sale che comincia a Taudenni (750 km a nord di Timbuctù) e termina a Mopti, prima di spargersi  nel dedalo di strade  e piste dell’Africa Occidentale. Nel porto, presenze atipiche quali gli Arabi di Timbuctù, sono là per  ricordare questo legame tra Mopti ed il sale del deserto.

Non ultimo: Mopti è il luogo in cui le barche nascono: legno, chiodi, stracci, corde sono assemblati da mani esperte, per poi essere consegnati a pittori specializzati in disegni

scaramantici. Poi, una volta benedette dal marabut, queste imbarcazioni, le famose “pinasse”, sono pronte per salpare su acque poco profonde, ma  a volte agitate dai venti provenienti dal Sahara. Pranzo in ristorante. Pomeriggio trasferimento a Sangha.

Cena e pernottamento all’hotel Campement La Guinna (camere con ventilatore e servizi privati. La Guinna, la grande famiglia Dogon. Situato in uno dei più importanti quartieri di Sangha. Spartano).

6° giorno, mercoledì - la falesia Dogon  (km 125 circa di pista)

Prima colazione. Incontro con la guida locale Dogon, alcuni portatori ed inizio del trekking: scenderemo lungo le pendici della falesia di Bandiagara.

Un paesaggio che ci lascerà senza fiato: i villaggi sono “incastonati” nella parete, sfidando le comuni regole gravitazionali. Le linee dritte delle case si alternano con quelle sinuose delle grotte. Predomi

 

nano il color terra ocra, accompagnato dal silenzio, interrotto solo dal vociare di bambini. Dall’ombra di un vicolo pietroso sbucano file di donne che si recano al pozzo. Il sorriso dei  loro sguardi ci fanno immediatamente sentire fra gente cordiale e pacifica.

“Davanti a noi i granai dogon, quasi a tre quarti del villaggio. Impressionanti nella semiluce, scure piramidi di mota, immagine cosmologica del maglio del fabbro sceso dal cielo a portare acqua e fuoco agli uomini, con dentro le otto sementi originare. Accoppiati il granaio del marito e quello della moglie, come devono stare accoppiati marito e moglie nel letto. Lo sportellino in legno scolpito ricorda una bocca, due punzoni superiori gli occhi. In realtà sono maschere che ricordano la coppia originaria, direi.” (Gianni Celati, “Avventure in Africa”)

Pranzo pic-nic - Nel pomeriggio assisteremo all’uscita delle maschere Dogon. Famose per le loro forme, che richiamano dell’arte moderna ed il cubismo, queste maschere rappresentano la vita del villaggio. Danzano in modo particolare all’occasione di funerali, per rendere un ultimo omaggio allo spirito del defunto, e per incoraggiarlo a lasciare il villaggio.

Ritorno in 4x4 a Sangha e trasferimento a Bandiagara.

Cena e pernottamento all’hotel Cheval Blanc o similare.

7° giorno, giovedì - Bandiagara (km 100 di pista)

Prima colazione.

L’altopiano: una pista dimenticata ci porterà a scoprire i villaggi fortificati Dogon. Questi villaggi sono stati edificati in uno stile archi­tettonico inusuale per difendersi dagli attacchi delle bande di guerrieri mussulmani che spadroneggiavano in questa regione prima dell'epoca coloniale. Un unico muro, alto più di 5 metri, racchiude questi villaggi ancora abitati, citta­delle fuori dal tempo, a nido d'aquila sulla cima di impervie colline rocciose. Cena e pernottamento all’hotel Cheval Blanc ( tutte le camere con aria condizionata e servizi privati. costruito con materiali locali dell’architetto italiano Carola in uno stile integrato all’architettura locale, molto confortevole).

8° giorno, venerdì -  Bandiagara – Djenné

(km 184 di asfalto)

Prima colazione e trasferimento a Djenne.

Visita guidata della città. Djenne, la più bella ed intatta delle città carovaniere a sud del Sahara.

La sua architettura in stile sudanese risale al XIV secolo. L’armonia plastica dell’architettura sudanese ha colpito gli europei fin dalle prime esplorazioni e  rendendola la più nota delle architetture africane.

I palazzi a più piani delle importanti famiglie che controllavano i commerci sahariani, le scuole coraniche, la moschea, che è anche il più grande edificio d’argilla nel mondo, formano un insieme abitato unico, che ha meritato il titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

Camminando tra i vicoli della cittadina, saremo attirati dai particolari architettonici, risultato del lavoro dei “barrey”, i muratori di Djenne. Veri e propri artisti, che edificano case avendo come unico strumento le loro mani ed il fango. Conoscenze tecniche e metafisiche si sommano facendo di un barrey un artigiano ma anche un grande iniziato. Le case che costruisce beneficiano delle sue capacità edilizie, e della conoscenza di formule magiche, le sole che davvero preserveranno la casa da disgrazie ed

incidenti.Il momento migliore per visitare Djenne é il venerdi, giorno della grande preghiera...  ogni individuo vestirà i più bei costumi della sua etnia. All’ uscita della preghiera una folla colorata riempirà la grande piazza della moschea .

Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento al Campement Hotel Djenne (camere con ventilatore e servizi privati. Costruito in materiali tradizionali, gli unici ammessi in edilizia nella città d’argilla). Spartano

9° giorno, sabato -  Djenne – Segou (km 339 di asfalto)

Prima colazione e trasferimento a Segou. Sosta a San per la visita della bella Moschea in stile Sudanese.

Capitale del Regno Bambara, Segou conserva da una parte la memoria di grandi regni del passato e dall’altra possiede un “charme” accattivante, rappresentato  da begli edifici coloniali. E’ anche  il luogo dove il E’ a Segou che primo europeo della storia moderna, l’esploratore Mungo Park, ha “toccato” il fiume Niger, nel suo viaggio del 1795-96.

Pranzo al ristorante. Cena e pernottamento all’hotel Auberge (piccole camere tutte con aria condizionata e servizi privati. Bel giardino con piscina. Ottima la ristorazione).

10° giorno, domenica - Segou – Bamako (km 235 di asfalto) e partenza

Prima colazione e partenza per Bamako.Pranzo in ristorante e visita della città. Visita dell’interessante museo ricco di oggetti etnografici. Probabilmente il più bello dell’Africa Occidentale. Incontro con la comunità dei fabbri, specializzati in riciclaggio. Attività in cui mostrano una creatività geniale.Tempo libero per gli acquisti nel rifornito centro artigianale.

Alcune camere in day-use a disposizione per una doccia, prima del trasferimento all’aeroporto.

11° giorno – lunedì – Arrivo in Italia

Arrivo di buon mattino a Parigi e proseguimento per le città di provenienza


QUOTE PER PERSONA IN EURO
Il Meglio del MaliQuote individuali di partecipazione
PeriodoBase 4 con guida
parlante francese
Base 2 Suppl.
singola
dal 14/08/10 al 21/12/102.7003.900325
dal 22/12/10 al 31/12/102.9404.150325
Quota d'iscrizione: € 70
Tasse aeroportuali da riconfermare: € 350
Assicurazione vedi tabella
Visto d'ingresso : € 70


 

Le quote di partecipazioni sono calcolate utilizzando una “tariffa aerea speciale” in classe economica Q. In fase di prenotazione, se non ci fosse disponibilità in queste classi, le quotazioni potrebbero subire delle variazioni di prezzo.


VACCINAZIONE:
obbligatoria la vaccinazione febbre gialla, della validità di anni 10.  Consigliata la profilassi antimalarica e l’utilizzo di antirepellenti

 

VISTO D'INGRESSO: Da richiedere tassativamente in Italia prima della partenza


Cambi applicati:
1 Euro = 10.50 Rand Sudafricani
1 Euro = 1.35 USD

Aggiornamento: 08/09/10 12:26

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