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1° giorno, venerdì - Partenza dall'italia Partenza in mattinata dalle città servite dall’Air France, per Parigi e da qui proseguimento per Bamako con volo diurno. Arrivo in serata nella capitale del Mali, trasferimento in città e sistemazione all'Hotel Plaza (camere con aria condizionata e servizi privati. Buona cucina).
2° giorno, sabato - Bamako - Timbuktù
Di buon mattino prima colazione in hotel e trasferimento all’aeroporto. Volo per Timbuktu.
Sempre dal libro di A.Moravia, “A che tribù appartieni?”
“In Africa l’aeroplano è più rivelatore dell’automobile perché l’Africa è monotona e iterativa e dall’aereo la monotonia e l’iterazione si contemplano mentre in automobile si soffrono. La savana per esempio, che è per eccellenza monotonia e iterazione con i suoi milioni di acacie su milioni di dune sabbiose, si abbraccia meglio in tutta la sua assoluta selvaggeria dal cielo che dalla strada. Adesso è la volta di uno di quegli sterminati acquitrini in cui le acque interne dell’Africa si raccolgono e ristagnano. Nel caso, si tratta dell’acquitrino formato, per così dire, dall’incapacità di prendere forma propria del fiume Niger nel punto più a nord della sua grande ansa. L’acquitrino del Niger, lo sorvoliamo per quasi un’ora senza mai vederne la fine. E’ di un azzurro pallido, diafano, suddiviso da lingue e ismi di terra di un verde pallido, in tanti bacini minori, pozzanghere, canali, fiumane, laghi e paludi. E’ un mondo anfibio e si vede benissimo dall’aereo che la terra e l’acqua non hanno confini precisi. Ogni tanto, sulla punta estrema di una lingua di terra verdolina, si scorge una piccola macchia bruna: un villaggio”
Arrivo dopo circa un’ora e mezza di volo. Trasferimento in città e inizio della visita.
“Timbuctù è oggi una cittadina di casette d’argilla costruite sulla sabbia. Argilla e sabbia hanno lo stesso colore, per cui la città sembra parte del deserto, un frammento di Sahara che qui abbia assunto la forma di blocchi rettangolari sopraelevati ( Ryszard Kapuscibski).
Casette ma anche palazzi di argilla, abitati dalla borghesia locale, con stili architettonici particolari, che uniscono le tendenze nord africane con forme più sudanesi, che fanno di Timbuktù –a suo modo- una città cosmopolita,
Si arriva a Timbuctù colmi delle descrizioni che ci hanno lasciato grandi viaggiatori del medioevo, tra cui Leone l’Africano, e che hanno contribuito a fare di questa città un mito. Di quel tempo d’oro, XV-XVI sec., restano tre moschee: la moschea Djingereber, costruita nel 1327 da El Saheli, architetto andaluso; la moschea Sankore, che ospitò una famosa università, e la moschea Sidi Yahya, costruita dal marabù El-Moktar Hamall. Interessanti anche altre tracce di un passato glorioso: finestre, porte, colonne e decorazioni di stile marocchino.
L’attualità culturale di Timbuctù è rappresentata dalle decine di biblioteche, che raccolgono secolari manoscritti. Tracce di un sapere che ha la leggerezza di fogli di carta ma la densità di un tempo che non finisce mai. Ma Timbuctù è tuttora soprattutto un terminal carovaniero, come lo è stato per secoli.
In un quartiere periferico, che visiteremo, arrivano le carovane depositando le lastre di sale che poi sarà distribuito in varie regioni dell’Africa Occidentale. In questo quartiere le genti delle carovane hanno i loro caravanserragli, i loro accampamenti ed è qui che celebrano lo scorrere della vita tra una carovana e l’altra: matrimoni, battesimi…
Visiteremo anche gli artigiani, famosi per l'antica tecnica dei gioielli derivati dalla tradizione sia Maura sia sudanese della filigrana. E' possibile inoltre trovare prodotti dell'artigianato Tuareg (portafogli, portapipe, anelli, spade, pugnali, teiere). Timbuctù sembra aver perso la vitalità di un tempo, ma quando arriva la sera ecco che la città ritrova la sua animazione. Songhay, Mauri e Tuareg invadono le strade. Esplodono canti e si improvvisano danze. In realtà, Timbuctù resta una città opulenta per le caste di borghesi Songhay che l'abitano e che continuano ad avere in mano il commercio del sale.Quando la notte avrà avvolto i volumi delle case e le forme dei suoi abitanti, ci ritroveremo sulla terrazza di mercante del sale, nel quartiere delle carovane, per la cena tradizionale su stuoie ed una serata di danze tuareg: gli uomini si lanciano in danze di guerra, mentre le donne danno il ritmo su tamburi dal suono profondo. Voci acute di ragazze lodano la grazia dei danzatori. Tra i veli color indaco occhi a volte maliziosi osservano e si lasciano osservare. Di nuovo la magia di un’altra notte africana che si vorrebbe infinita!
3° giorno, domenica - Timbuktù – Yovarou
(km 200 di pista e navigazione sul fiume Niger nel pomeriggio)
Di buon mattino, prima colazione e trasferimento verso Nianfounké. La pista scorre nel lembo che separa il deserto dalla savana. Territorio di nomadi pastori… sosta per la visita di un accampamento lungo il tragitto. Raggiungiamo Nianfounké. Lasceremo le nostre 4x4 per una giornata e mezza di navigazione lungo il fiume Niger a bordo di una grande piroga coperta. Percorreremo la parte più interessante del delta interno del Niger.
4° giorno, lunedì - Yovarou – Kona – Mopti (Navigazione sul fiume Niger e 77 km di strada)
Prima colazione. Continuazione della navigazione attraverso il Lago Debo.
Pranzo a bordo. Giunti a Kona i veicoli saranno ad attenderci. Trasferimento a Mopti ed inizio della visita della città. Cena e pernottamento all’ Hotel Ambedjele (tutte le camere sono dotate di aria condizionata e servizi privati, sono costruite all’interno di un granaio Dogon!!! Il centro di questa complessa cosmogonia. Grande piscina, cucina gastronomica).
5° giorno, martedì - Mopti – Sangha (km 122 di cui 45 circa di pista)
Prima colazione e visita della città.
Mopti, caratterizzata soprattutto dal variopinto porto che ospita bei personaggi dell’acqua e del deserto. “Creazione” coloniale, in contrapposizione a Djenne, Mopti, ha conquistato negli ultimi decenni l’egemonia come porto fluviale nella regione del delta interno. Sicuramente il più ricco in pesci. Mopti è dunque terminal di barche stracariche di gente, che qui arriva per lo più con pesce e riparte con i beni prodotti dal lavoro agricolo dei Dogon: essenzialmente miglio e cipolle
Mopti è anche un terminal importante del commercio del sale che comincia a Taudenni (750 km a nord di Timbuctù) e termina a Mopti, prima di spargersi nel dedalo di strade e piste dell’Africa Occidentale. Nel porto, presenze atipiche quali gli Arabi di Timbuctù, sono là per ricordare questo legame tra Mopti ed il sale del deserto.
Non ultimo: Mopti è il luogo in cui le barche nascono: legno, chiodi, stracci, corde sono assemblati da mani esperte, per poi essere consegnati a pittori specializzati in disegni
scaramantici. Poi, una volta benedette dal marabut, queste imbarcazioni, le famose “pinasse”, sono pronte per salpare su acque poco profonde, ma a volte agitate dai venti provenienti dal Sahara. Pranzo in ristorante. Pomeriggio trasferimento a Sangha.
6° giorno, mercoledì - la falesia Dogon (km 125 circa di pista)
“Davanti a noi i granai dogon, quasi a tre quarti del villaggio. Impressionanti nella semiluce, scure piramidi di mota, immagine cosmologica del maglio del fabbro sceso dal cielo a portare acqua e fuoco agli uomini, con dentro le otto sementi originare. Accoppiati il granaio del marito e quello della moglie, come devono stare accoppiati marito e moglie nel letto. Lo sportellino in legno scolpito ricorda una bocca, due punzoni superiori gli occhi. In realtà sono maschere che ricordano la coppia originaria, direi.” (Gianni Celati, “Avventure in Africa”)
Pranzo pic-nic - Nel pomeriggio assisteremo all’uscita delle maschere Dogon. Famose per le loro forme, che richiamano dell’arte moderna ed il cubismo, queste maschere rappresentano la vita del villaggio. Danzano in modo particolare all’occasione di funerali, per rendere un ultimo omaggio allo spirito del defunto, e per incoraggiarlo a lasciare il villaggio.
Ritorno in 4x4 a Sangha e trasferimento a Bandiagara.
Cena e pernottamento all’hotel Cheval Blanc o similare.
7° giorno, giovedì - Bandiagara (km 100 di pista)
Prima colazione.
8° giorno, venerdì - Bandiagara – Djenné
(km 184 di asfalto)
Prima colazione e trasferimento a Djenne.
Visita guidata della città. Djenne, la più bella ed intatta delle città carovaniere a sud del Sahara.
La sua architettura in stile sudanese risale al XIV secolo. L’armonia plastica dell’architettura sudanese ha colpito gli europei fin dalle prime esplorazioni e rendendola la più nota delle architetture africane.
Alcune camere in day-use a disposizione per una doccia, prima del trasferimento all’aeroporto.
11° giorno – lunedì – Arrivo in Italia
Arrivo di buon mattino a Parigi e proseguimento per le città di provenienza
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