#Rotta Storica: Speciale Madonna di Sion

Etiopia

Etiopia - Wukro
Parco Nazionale Simien
Mekele
Cascate del Nilo Azzurro
Etiopia - Lalibela
Etiopia - Lago Tana
Etiopia - Gondar
Un tour in Etiopia con partenza speciale il 24 Novembre 2020 in occasione della Madonna di Sion. “La rotta storica” è un percorso che si snoda attraverso le regioni settentrionali dell’Etiopia attraverso i principali siti storici e religiosi del paese, ponte tra la cultura europea, mediorientale e africana. L’itinerario si sviluppa a nord della capitale Addis Abeba, nelle regioni del Tigray e degli Amhara. Raggiungeremo Bahir Dar sulle rive del Lago Tana, il più grande del paese, costellato da isolette sulle quali si nascondono tra il verde della vegetazione antichi monasteri e stupende chiese affrescate. Da qui nasce il Nilo Azzurro che precipita pochi chilometri più a sud in imponenti cascate! Da qui si prosegue per Gondar, prima capitale e culla del rinascimento etiope con i suoi castelli e la celebre chiesa della Trinità dallo stupendo soffitto affrescato con i volti di cherubini. Attraversando il tormentato massiccio del Simien, “la scacchiera degli dei”, si giunge ad Axum, culla di un regno leggendario. Ultima tappa del viaggio, prima del rientro ad Addis Abeba, a Lalibela, “la Gerusalemme Etiope”, dove un re e un sogno realizzarono uno straordinario complesso di chiese rupestri mai visto prima. Alcune lunghe tratte (Addis Abeba-Bahir Dar e Lalibela-Addis Abeba) vengono coperte con passaggi aerei così da dedicare maggiore spazio a escursioni e visite. Pernottamenti in hotel di categoria turistica In uno dei complessi di chiese più importanti della fede copta Etiope, dove si dice sia segretamente conservata l’arca dell’alleanza, parteciperemo alla veglia e alla messa per la celebrazione della Madonna di Tsion, patrona della chiesa e padrona di tutta l’Etiopia. Una folla di fedeli provenienti dalle regioni circostanti invaderà tutta l’area di fronte al parco delle steli… Parti per questo tour in Etiopia con African Explorer, il tour operator specializzato in viaggi e safari in Africa da 40 anni.

Tipologia

Partenza speciale

Durata

13 giorni - 10 notti

IMPORTANTE

Guida locale multilingue parlante INGLESE - ITALIANO

Gruppo

Minimo 2 - Massimo 12 partecipanti

Partenze

24 Novembre 2020

Sistemazione

Hotel di Categoria Turistica

Trattamento

Mezza Pensione

Trasporti

Minibus

Voli

Di linea Ethiopian Airlines in classe economica da Milano, Roma e i maggiori aeroporti italiani

1° GIORNO - 24 Novembre: Partenza dall'Italia

Partenza dall’Italia con volo di linea notturno per Addis Abeba. Arrivo previsto per l’indomani, pernottamento a bordo.

Dal 1 Luglio è previsto un collegamento giornaliero diretto da Milano per Addis che si affiancherà a quello già esistente da Roma. In alternativa sono possibili collegamenti da principali aeroporti italiani via Francoforte (sia con Ethiopian Airlines che con Lufthansa) o Istanbul (Turkish Airlines). Nel caso di voli diurni con arrivo ad Addis Abeba in tarda serata si renderà necessario un pernottamento aggiuntivo ad Addis.

2° GIORNO - 25 Novembre: Addis Abeba

Arrivo di primo mattino all’aeroporto internazionale Bole. Dopo aver sbrigato le formalità di sbarco e ottenuto il visto d’ingresso di US$ 50, incontro (all’uscita degli arrivi) con la guida locale di lingua italiana e inizio delle visite con l’interessante Museo Nazionale che vanta, oltre ai resti della celebre Lucy, una bella raccolta archeologica ed etnografica con bei costumi e paramenti in mostra. Di sicuro interesse anche il Museo Etnografico e la Cattedrale di San Giorgio, costruita per celebrare la vittoria di Adua da un architetto italiano catturato proprio nel corso della battaglia. Pomeriggio a disposizione.
Pasti liberi e pernottamento in hotel Sabon.

3° GIORNO - 26 Novembre: Addis Abeba - Bahir Dar

Trasferimento in aeroporto e volo per Bahir Dar.
Escursione in barca a motore al Lago Tana. Il lago è costellato da diverse isolette, molte delle quali nascondono gelosamente tra la vegetazione antichi monasteri che hanno difeso incredibili tesori e conservato tradizioni e cerimonie della chiesa copta etiope. Nel corso della traversata sarà possibile osservare le tradizionali piroghe in giunco. Visita della chiesa di Ura Kidane Mehret raggiunta attraverso un suggestivo sentiero nel bosco (con tratti scivolosi dove può fare caldo umido) dai bellissimi affreschi che illustrano scene del Nuovo Testamento e della vita dei Santi. E infine di Asua Maryam nella penisola di Zeghié, con un bel tesoro con icone, pergamene e paramenti.
Nel pomeriggio trasferimento a Tissisat per ammirare le spettacolari Cascate del Nilo Azzurro…una muraglia d’acqua che precipita per quasi 60 metri! Nonostante la diga in funzione da una dozzina di anni abbia modificato il corso del fiume e ridotto la portata delle cascate, la breve passeggiata offre sempre begli spunti e paesaggi.
Cena e pernottamento in hotel Abay Minch.

L’escursione alle Cascate del Nilo Azzurro si svolge su un sentiero a volte fangoso – in particolare da Agosto a Dicembre - e scivoloso che richiede una certa attenzione e calzature adeguate.

Lago Tana
Il Lago Tana è grande otto volte la superficie del Garda. Misura 3500 km quadrati. È un cerchio alpino di acque limacciose da cui nasce, con una corrente placida e tranquilla, il Nilo Azzurro. Il lago è un confine sacro, una frontiera del cristianesimo. Quasi ognuna delle trentasette isole nasconde un monastero, una chiesa a forma di “tukul”, un eremo ortodosso. Sono le roccaforti dell’evangelizzazione cristiana dell’Etiopia, rifugi irraggiungibili durante i secoli delle incursioni musulmane. Tana Kirkos è un’isola lontana dal rassicurante porto di Bahir Dar. Un’isola solitaria e vietata alle donne. È un artiglio roccioso lungo le sponde nord-orientali del lago. Qui, ad ascoltare le mitologie etiopiche, avrebbe trovato rifugio la vergine Maria durante la sua fuga dall’Egitto. Qui, a prestar fede ai racconti dei monaci, sarebbe stata custodita l’Arca dell’Alleanza dopo il suo trafugamento da Gerusalemme. Ma non è la sola leggenda che si narra sul lago. A mezz’ora di navigazione da Bahir Dar, la “casa del Mare”, unica vera città del lago, si trova l’isola di Kebran. La grande chiesa ellittica dedicata all’arcangelo Gabriele è stata costruita sul pianoro sommatale dell’isola. L’arcangelo Uraél, il guardiano delle porte del Paradiso, fu capace di intercettare un fulmine che avrebbe incenerito la grande chiesa di Ura Khidane Mehret, santuario dedicato alla Madonna e al patto di misericordia. Dek, al centro del lago, è l’isola più grande. La chiesa di Narga Selassie, la basilica della Trinità di Narga, conosciuto come il santuario del miele, sorge su un istmo di roccia sulle sue sponde occidentali. Da qui placido nasce il Nilo Azzurro che a poco più di trenta chilometri dalla città s’incassa in una stretta gola, scavandosi un camino nella roccia per raggiungere il fiume fratello che attraversa le immense savane del Sudan. È così che il Nilo etiopico, rotto ogni indugio, compie il grande salto di Tissisat, le sue acque sembrano volare per trasformarsi nel “fumo di un incendio” (questo significa il suo nome in lingua amhara). Alla fine della stagione delle piogge, nelle prime settimane dell’autunno etiopico, le cascate sono imponenti: è una muraglia di acqua che precipita da un fronte largo quasi mezzo chilometro.

4° GIORNO - 27 Novembre: Bahir Dar - Gondar

Partenza per Gondar. Visita della città soprannominata “la Camelot” etiope per i suoi magnifici castelli e palazzi, costruita a partire dalla seconda metà del XVII secolo durante il regno dell’Imperatore Fasiladas. Si visiterà il Castello di Fasiladas, la Biblioteca, la Cancelleria, il Castello di Iyasu il Grande, i Bagni Reali e gli altri edifici di maggiore interesse. Indimenticabile lo spettacolo del soffitto della chiesa di Debre Berhan Selassie (o “Luce della Trinità”) dai bellissimi affreschi dove 80 volti di cherubini scrutano e proteggono con i loro occhi neri i visitatori sottostanti.
Cena e pernottamento in hotel Taye.

Gondar
Gli sguardi dei cherubini di Debre Berhan Sellassie, la chiesa della Trinità, non ti abbandonano un solo minuto. Sono volti di angeli dipinti sul soffitto e davvero sembrano seguire, con espressione attenta e stupita, ogni movimento all’interno della chiesa. La chiesa della Trinità fu fatta costruire da uno dei grandi re di Gondar: lyasu I, nipote di re Fasiladas, fondatore della città. La chiesa di Debre Berhan fu consacrata nel 1694. Gondar aveva poco meno di sessanta anni di vita. Gondar è una città sorprendente: per chi risale l’altopiano dal cratere del lago Tana, la conca dove sorge questa città appare improvvisa, popolata di eucalipti e castelli. Una doppia foresta di alberi e pietre basaltiche a disegnare un’architettura medioevale che lascia senza parole. Gondar è considerata “la Camelot” africana. Fu la prima capitale “fissa” dell’Etiopia dopo oltre mille anni, scelta dal re Fasiladas e costruita con architetture che risentono di influenze europee. Fasiladas fece erigere il suo grande castello merlato al centro di una radura e, oltre il torrente Qaha, ordinò la costruzione dello stabilimento dei suoi Bagni, luogo di delizie, utilizzato come grande vasca sacra durante le cerimonie dell’Epifania ortodossa. Sotto il regno di lyasu I, negus da 1682 al 1706, Gondar divenne città ricca, lussuosa, crocevia di commerci con il mar Rosso. Più bello della casa di Salomone, scrissero antichi visitatori del Palazzo della Sella, il nuovo castello di lyasu.

5° GIORNO - 28 Novembre: Gondar - Debark

Partenza per Debarq per un’interessante escursione nel Parco Nazionale del Monti Simien con possibilità di ammirare maestosi panorami montani e qualche rappresentante della fauna endemica locale con i famosi babbuini Geladas.
Cena e pernottamento in hotel Semien Park Lodge.

Le montagne del Simien
Rappresentano ancora una meta poco conosciuta che merita di essere esplorata. In questa catena montuosa si trova la quarta cima più alta dell'Africa, il Ras Dashan di 4.620 mt. Un'altra peculiarità dei monti Simien è l'unicità dei paesaggi che si possono ammirare, costellati da altipiani ondulati e gole profonde, impressionanti muraglie di roccia verticale, valli e campi coltivati, villaggi che sembrano immutati dall'alba dei tempi. Il cielo azzurro fa da sfondo a panorami spettacolari ricchi di foreste di eriche e lobelie giganti, stambecchi e babbuini gelada, gipeti e corvi. Si camminava per giorni su facili sentieri utilizzati dalle popolazioni in un luogo da sogno, tanto che questi monti per la straordinaria bellezza sono stati inseriti, nel 1978 nell'elenco del Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Gli spettacolari pinnacoli che fronteggiano i precipizi fanno si che questo paesaggio sia stato paragonato per maestosità al Grand Canyon americano.

6° GIORNO - 29 Novembre: Debark - Axum

Lunga giornata di guida, tra paranomi tra i più suggestici del pasese, con meta Axum con breve sosta al monumento che commemora la battaglia di Adua.
Cena e pernottamento in hotel Yared Zema.

Axum
Ad Axum vi sono 176 steli: si tratta di monumenti funebri, blocchi unici di pietra, scavati dalla collina di Goual-Doura, a occidente della città, eretti fra il II e il III secolo dopo Cristo, epoca del maggior fulgore del regno di Axum. In quei secoli, la città fu capitale di un regno potente, capace di controllare i commerci del mar Rosso. Qui la storia sconfina nella mitologia con le leggende che definiscono Axum con il fantastico regno della Regina di Saba. Il Kebra Nagast, il libro-saga dei negus etiopici, narra dell’incontro della Regina con il Re Salomone, testimonianza delle relazioni commerciali che collegavano il Corno d’Africa al bacino del Mediterraneo e all’Arabia. Dalla loro unione nacque Menelik I, “il figlio del sapiente”, che avrebbe trafugato, da Gerusalemme, l’Arca dell’Alleanza che, secondo la tradizione religiosa copta, da oltre tremila anni si trova ad Axum. Invisibile agli occhi degli uomini, se non a quelli del guardiano che dedica la sua vita alla sua protezione e venerazione, l’Arca è custodita in una cappella a fianco della chiesa di Maryam Sion, la prima chiesa cristiana a sud del Sahara.

7° GIORNO - 30 Novembre: Axum

Partecipazione alla celebrazioni per la Madonna di Tsion, una delle festività più sentite del calendiario ortodosso etiope, contraddistinta da grandi processioni di sacerdoti e fedeli con canti, battiti di tamburi e squilli di tromba.

Axum
Pomeriggio dedicato alla visita di Axum che fu la capitale di un grande regno quando l’Africa era ancora un paese sconosciuto e misterioso. Storie, leggende e testimonianze fanno di questa città un centro tra i più ricchi d’interesse storico e culturale del paese, di fondamentale importanza religiosa. Qui nel IV secolo d.C. il re Ezana si convertì al Cristianesimo ponendo le basi per l’evangelizzazione dell’Etiopia. Visita della città e dei dintorni: Museo e la Chiesa di Santa Maria di Zion che, secondo la tradizione, conserverebbe l’Arca dell’alleanza; parco degli obelischi con la Stele di Axum; monumenti funebri pre-cristiani; tombe dei re e palazzo detto della Regina di Saba.

Cena e pernottamento in hotel Yared Zema.

La Madonna di Sion, Hidar Zion
La figura della Vergine Maria ha un ruolo centrale nella fede ortodossa etiope, una delle più venerate a livello popolare. Questa festa, che si tiene il 30 Novembre (1 Dicembre negli anni bisestili) ne celebra la figura onorando la credenza che la cappella del Tabot, posta tra la Vecchia e la Nuova Cattederale della Nostra Signora di Sion, custodisca l’Arca dell’Alleanza portata in Etiopia da Menelik I, primo Imperatore di Etiopia.

8° GIORNO - 1 Dicembre: Axum - Wukro

Prosecuzione per il cuore del Tigray con visita lungo la strada, tempo permettendo, del tempio di Yeha.
Cena e pernottamento in hotel Wukro Lodge.

9° GIORNO - 2 Dicembre: Wukro - Mekele

Giornata a disposizione per escursioni e visite delle chiese del Tigray come ad esempio Abreha we Atsebeha (costruita in onore dei due re fratelli di Axum Abreha e Atsbeha, offre uno dei più validi esempi di architettura di pietra oltre che stupendi affreschi), Degam Sellasie (facilmente raggiungibile offre interessanti affreschi e bassorilievi), Micael Imba, Debre Salam Atsbi o Micael Barka. Molto interessante anche Maryam Korkor, raggiungibile con una camminata di 90’ circa, dai meravigliosi affreschi come quello dell’arcangelo Raffaele o l’enigmatica Vergine con la cintura.
La sera precedente ci sarà un briefing con la guida per verificare aspettative e condizioni psicofisiche dei partecipanti e scegliere così adeguatamente le mete della giornata. Alcune chiese, infatti, sono raggiungibili solo a piedi, percorrendo sentieri accidentati e talvolta impervi.
Necessario abbigliamento adeguato (scarpe da trekking, cappellino parasole, occhiali da sole, borraccia e crema solare ad alto fattore di protezione).
Prosecuzione per Mekele, conosciuta in Italia come Macallè, e sistemazione in hotel Planet. Cena e pernottamento.

10° GIORNO - 3 Dicembre: Mekele - Lalibela

Partenza per Lalibela attraverso gli altopiani del Tigray tra paesaggi semidesertici, dove si stagliano imponenti guglie rocciose, quasi fiabeschi incorniciati da un limpidissimo cielo. Tempo permettendo visita della chiesa di Yemerehenna Kristos.
In serata arrivo a Lalibela, la “Gerusalemme” Africana, rappresentazione ideale della Città Santa, creata come luogo centrale della fede copta (anche se sarebbe più corretto definirla ortodossa) e meta di pellegrinaggi.
Cena e pernottamento in hotel Panoramic.

11° GIORNO - 4 Dicembre: Lalibela

Lalibela offre il più straordinario e famoso complesso di chiese rupestri dell’Etiopia. Incredibilmente scavate nella roccia viva per renderle indistruttibili, svuotate e decorate con fregi, bifore, tramezzi e rosoni. Giornata intera di visita dedicando mezza ciascuna ai due gruppi di chiese, divise un corso d’acqua detto fiume Giordano, collegate da sentieri e passaggi talvolta disagevoli (senza balaustre o corrimano) ma percorribili da tutti con attenzione.
Visita delle le 11 chiese che formano il complesso monumentale: Bet Meskal, Bet Maryam, Bet Mikael, Bet Golgotha, Bet Tangal, Bet Emanuel, Bet Gabriel, Bet Lehem, Bet Mercurios, Bet Abba Libanos per terminare con la più famosa Bet Gyorgis.

Lalibela
Lalibela sorge a 2360 metri di altezza. I suoi orizzonti sono chiusi da montagne aspre e aride. E’ un labirinto rupestre di undici chiese divise in due complessi. Un solo santuario, Bet Gyorgis, è isolato, ai confini del villaggio. Dedali di gallerie sotterranei, di passaggi segreti, di tunnel in parte crollati collegano ogni chiesa all’atra. Attorno al 1100, questo era un piccolo villaggio conosciuto come Roha dove nacque un bimbo da una famiglia nobile. Pochi giorni dopo la sua nascita fu avvolto da uno sciame d’api. La madre, invece di esserne impaurita, gridò di felicità: era un segnale divino! Lalibela significa “Le api riconoscono la sua sovranità”. Quel bambino in fasce non sarebbe diventato re invano: avrebbe dovuto ubbidire a un ordine celeste e costruire nelle terre del suo regno chiese che nessuno, fino allora, aveva mai osato nemmeno pensare. Una “Nuova Gerusalemme” era destinata sorgere in quegli altopiani cosi lontani dalla Palestina. Non furono gli angeli ad aiutare Lalibela nel suo immenso progetto: dall’Egitto, dicono le cronache, arrivarono cinquecento operai. Dovevano essere artigiani straordinari, manovali capaci di cavare le montagne, di scoprire pareti rocciose, di modellare basiliche lavorando a rovescio. Gli architetti e gli operai di Lalibela hanno “svuotato” pareti di tufo, hanno ricavato, scalpellando direttamente nel macigno, colone, capitelli, navate, finestre, pilastri, archi, decorazioni, pareti sacre. Le chiese di Lalibela non sono semplici edifici ma sculture. Quattro santuari sono saldati alla montagna dal pavimento. Bet Abba Libanos, fatta costruire dalla moglie di Lalibela in suo ricordo, è unita alla roccia attraverso il soffitto. Le altre chiese sono ipogee fuse con la montagna, da una o più pareti. Medianialem, la chiesa del Salvatore del Mondo, è un monolite lungo 33 metri e largo 23. Ventotto colonne sorreggono il suo tetto. Sono numeri che testimoniano la magnificenza del lavoro di quegli operai egiziani. Nella chiesa di Bet Golgotha si trova la tomba di re Lalibela e il luogo del riposo simbolico di Cristo. La chiesa più bella è Bet Gyorgis: isolata, invisibile, massiccia. Non ti accorgi della sua mole fino a quando non rischi di cadere nella trincea che la nasconde. È a pianta cruciforme, sprofonda per 13 metri sotto la superficie della montagna. Tre croci concentriche ne decorano il tetto. I costruttori di Lalibela non avevano limiti nella loro ambizione: tagliarono perfino la montagna attorno alla quale sorgeva il loro villaggio. Ne ricavarono un canyon in cui far scorrere un fiume. Non poteva essere che il Giordano!

12° GIORNO - 5 Dicembre: Lalibela - Addis Abeba e partenza per l'Italia

Trasferimento in aeroporto e volo per Addis Abeba. Trasferimento in città.
Camera a disposizione in day use sino a sera (Sabon). Cena di commiato in ristorante.
Al termine della serata, trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo notturno per l’Italia.
Arrivo previsto per l’indomani, pernottamento a bordo.

13° GIORNO - 6 Dicembre: Arrivo in Italia

Arrivo in Italia e fine dei servizi.

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Aggiornamento: 04/12/20 09:32