#Togo e Benin, nel cuore della magia

Ghana Togo Benin

Togo e Benin, nel cuore della Magia
Togo e Benin, Parco Pendjari
Togo e Benin, nel cuore della Magia
Togo e Benin, I Palazzi reali di Dahomey
Togo e Benin, nel cuore della Magia
Togo e Benin, nel cuore della Magia
Togo e Benin, Città sulle palafitte
Godetevi il tour Togo Benin nel cuore della magia in questi due affascinanti paesi appartenenti al Golfo di Guinea. Il percorso vi condurrà da Lome alle Montagne dell’Atakora, dove vivono i Tamberma e i Somba che costruiscono spettacolari “castelli” di argilla, proseguendo per la foresta tropicale di Kpalime ed arrivare nel nord del Benin dove scopriremo il Parco Nazionale del Pendjari con la sua ricca fauna selvatica. Dalle Montagne di Atakora ritornermo lungo la costa per immergerci nella culla del Vudù. Incontrerete “feticheurs”, guaritori e oracoli, assisterete alla danza del fuoco, ai riti d’iniziazione e ammirerete le cerimonie tradizionali, in particolare la spettacolarre Danza delle maschere Gelede. Ed infine il vudù che nacque qui e continua ad essere praticato mantenendo la sua autenticità. Siate testimoni di quanto profondamente possano cadere in trance gli adepti! Parti per questo viaggio Togo e Benin con African Explorer, il tour operator specializzato in viaggi etnici e tribali in Africa da 40 anni.

Tipologia

Viaggio di gruppo a date fisse

Durata

13 giorni - 10 notti

IMPORTANTE

Guida locale multilingue parlante anche ITALIANO

Gruppo

Minimo 2 - Massimo 16 partecipanti

Partenze

Da Lomè: 27 Aprile 2019

Sistemazione

Hotel di Categoria Turistica

Trattamento

Pensione completa

Trasporti

Minibus o 4x4 secondo il numero di partecipanti

Voli

Passaggi aerei in classe economica da Milano, Roma e i maggiori aeroporti italiani

1° GIORNO: Italia - Lomè, Togo

Partenza con volo di linea, con scalo in un aeroporto europeo, per Lomè, capitale del Togo. Arrivo a destinazione e trasferimento in città.
Cena libera e pernottamento in hotel (Hotel Onomo).

2° GIORNO: Lomè - Kpalime (140km - 3h), Togo

Il nostro viaggio inizia con la visita di Lomè, la vibrante capitale del Togo. L’unica città africana che fu colonizzata da tedeschi, inglesi e francesi. Una delle rare capitali al mondo situata al confine con un altro Stato. Tutti questi elementi hanno permesso lo sviluppo di una particolare identità che si riflette nello stile di vita e nell’architettura della città. Lomè è un punto di incontro per le genti, il commercio e le diverse culture. Una città cosmopolita di piccole dimensioni. Uno sguardo speciale a: il mercato centrale con le famose Nana Benz, donne nelle cui mani è concentrato il commercio dei costosi “pagne” (tessuti) venduti in tutta l’ Africa Occidentale; gli edifici in stile coloniale situati nel quartiere amministrativo; e il mercato dei feticci dove vengono venduti eclettici assortimenti di ingredienti per pozioni d’amore e magici intrugli.
Da Lomè ci muoveremo alla volta della foresta tropicale che circonda Kpalime.
Pranzo a picnic o in ristorante locale; colazione, cena e pernottamento nell'Hotel Parc Residence.

3° GIORNO: Nella Foresta, Kpalime (40 km - 1h), Togo

Una camminata nella foresta alla scoperta del suo mondo: la maestosità degli alberi, la calorosa e allegra accoglienza dei suoi abitanti, gli echi degli animali, i suoni dei tam-tam, la luce verde smeraldo che filtra dai rami. Sotto la guida di un entomologo locale impareremo a conoscere le farfalle e gli insetti e verremo iniziati all’arte della pittura utilizzando i colori naturali.

Nota Bene l’escursione non è particolarmente impegnativa anche se va considerato il clima caldo umido e il percorso, non sempre agevole e talvolta scivoloso, che richiede talvolta attenzione oltre che abbigliamento ed equipaggiamento adeguato (in particolare scarpe da trekking).

Nel pomeriggio ci diregeremo a Kpalime , una cittadina dal ricco passato coloniale che oggi è importante centro per il commercio. Visita del mercato locale e del centro artigianale. Pranzo a picnic o in ristorante locale; colazione, cena e pernottamento in hotel.

4° GIORNO: Danza nel fuoco, Kpalime - Sokode (320 km - 5h), Togo

Trasferimento in direzione nord e sosta a Atakpame, una tipica cittadina africana costruita sulle colline, punto di convergenza dei prodotti provenienti dalla foresta limitrofa. Lavorando abilmente su piccoli telai, gli uomini producono grandi tessuti dai colori vivaci: i kente.
Proseguiamo visitando qualche villaggio. Queste popolazioni, originariamente provenienti dal Nord del Paese, hanno mantenuto intatte le tradizioni che li legano alla terra degli antenati. Una sosta ai mercati locali che si svolgono una volta alla settimana Arrivo a Sokode nel tardo pomeriggio.
In serata assisteremo alla danza del fuoco. Nel cuore del villaggio un grande fuoco illumina i volti dei danzatori che cominciano a muoversi al ritmo incessante dei tamburi. I danzatori in uno stato di trance si gettano nelle braci, le raccolgono con le loro stesse mani e le portano alla bocca; alcune volte le fanno scorrere lungo tutto il corpo senza che esse lascino alcuna ferita e senza mostrare segni di dolore. Possiamo chiamarla prova di coraggio? Autosuggestione? Magia?...E’ difficile spiegare una tale performance. Pranzo a picnic o in ristorante locale; colazione, cena e pernottamento nell'Hotel Central.

5° GIORNO: Danza nel Fuoro, Sokode - Natitingou (200 km - 5h), Togo & Benin

Incontro con la popolazione Kabye. In alcuni villaggi in cima alle colline, le donne plasmano vasi di argilla e gli uomini lavorano il ferro dandogli forma con il fuoco e con l’aiuto di pesanti pietre.
All’altezza di Kante, una pista attraverso la catena collinare dell'Atakora ci condurrà all'incontro dei Tamberma, i quali trovarono rifugio in questi luoghi dall'accesso difficile e questo permise loro di sfuggire a tutti gli influssi esterni e principalmente alla tratta negriera verso il nord Africa islamizzato. Secondo gli studiosi, le loro origini li accomunano ai Dogon del Mali: con loro condividono una fedeltà assoluta alle proprie tradizioni animiste. Prova ne è la presenza di grandi feticci di forma fallica, all'entrata delle case. Le dimore, di singolare bellezza, hanno forma di minuscoli castelli costruiti su tre piani. Architetti di avanguardia come Le Corbusier rimasero colpiti per la plasticità delle forme. Con il permesso accordatoci dagli abitanti entreremo nelle loro case per comprenderne lo stile di vita.

Un po' più ad est, una volta attraversato il confine del Benin (Nadoba/Bokoumbe), incontreremo i Betammaribe (alias "Somba”), che condividono con i Tamberma lo stesso spazio ambientale: le colline dell’Atakora. Come loro costruiscono bei castelli d'argilla, ma da loro si differenziano per alcuni riti iniziatici molto suggestivi. I giovani, verso i 18-20 anni, si fanno scarificare il ventre rappresentando intricati e raffinati motivi geometrici. Prendono l'iniziativa liberamente, per provare il loro coraggio. Liberamente ma anche profondamente convinti che solo le scarificazioni daranno loro lo statuto di veri uomini nel mondo degli adulti. Incontreremo alcuni di questi giovani, vedremo le loro scarificazioni e ci faremo raccontare i ricordi di questa prova iniziatica. Anche le ragazze si fanno scarificare. Nel loro caso si scarifica ventre e schiena, verso i 20 -22 anni. Nel caso che un concepimento intervenga prima del tempo delle scarificazioni, queste vengono eseguite all'inizio della gravidanza, per evitare che l'assenza di scarificazioni pregiudichi il parto. Tutte queste prove completano un percorso che inizia al momento dello svezzamento, quando il bambino é scarificato sul volto. Si tratta della sua nascita ufficiale come membro del gruppo. Fini e molteplici scarificazioni sul volto ricorderanno, per sempre, che è un Betammaribe.

Pranzo a picnic o in ristorante locale; colazione, cena e pernottamento nell'Hotel Tata Somba.

6-7° GIORNO: Safari in Benin, Natitingou - Pendjari - Copargo (400 km ), Benin

Ci spostiamo verso nord per un safari in programma al Parco Nazionale del Pendjari che si estende su un’area di 2755 kmq all’estremità nord-occidentale del Benin. Fa parte del complesso di parchi transfrontaliero denominato WAP (W-Arly-Pendjari), una vasta area protetta al confine tra Benin, Burkina Faso e Niger.
Le colline e le falesie della catena degli Atakora fanno della regione nord-occidentale una delle aree più pittoresche del Benin. Esse formano uno scenario al parco nazionale del Pendjari, che, nel suo isolamento, rimane una delle aree più interessanti dell'Africa occidentale.

Il parco nazionale del Pendjari, che deve al nome al fiume Pendjari, è noto per i rappresentanti della sua fauna ed è dimora delle ultime popolazioni di grandi mammiferi, come elefanti, leoni del Senegal, ippopotami, bufali e varie specie di antilopi, dell'Africa occidentale. Il parco è inoltre famoso per il gran numero di specie di uccelli che lo popolano.

Pranzo a picnic; colazione, cena e pernottamento in hotel (Campement de la Pendjari il giorno 6 e Hotel Taneka Koko il giorno 7).

8° GIORNO: La montagna dei Feticheurs, Copargo - Dassa (360 km - 6h), Benin

Una gradevolissima passeggiata ci condurrà all’incontro dei Taneka situati alle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde con tetti conici e protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai giovani iniziati e dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelli di capra e che sempre portano con sé una lunga pipa. Questa popolazione abita su un sito archeologico da più secoli. Pare che i primi abitanti, d'origine Kabye, abbiano occupato la montagna nel IX secolo d.C. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti e riti d'iniziazione, e nello stesso tempo insieme hanno creato istituzioni politiche e religiose comuni. Mentre si cammina lungo viuzze delimitate da pietre lisce, potrebbe capitare d'incontrare giovani seminudi e con il cranio rasato. Si preparano alle celebrazioni iniziatiche. I Taneka, considerano che per « fare » un uomo ci vuole tempo, pazienza e tanto... sangue d'animali sacrificati. Insomma un processo lungo tutta un'esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio. Trasferimento verso sud e visita al santuario di Savalou che rappresenta un importante luogo di pellegrinaggio animista.
Pranzo a picnic o in ristorante locale; colazione, cena e pernottamento nell'Hotel Jeko.

9° GIORNO: I Palazzi Reali dahomey, Dassa - Abomey (100 km - 2h), Benin

Dassa, sede di un antico regno fondato da Olofin nel 1385. La cittadina ospita siti che testimoniano di questa lunga storia. In particolare, faremo una gradevole passeggiata sulla collina dei Principi, dove un tempo erano sepolti i re. Il luogo è protetto da altari vudù.
Trasferimento ad Abomey e visita del Palazzo Reale, i cui muri sono decorati con i simboli degli antichi re del Dahomey.

Il Palazzo Reale è ora un museo che conserva tra l'altro le spoglie mortali dei re ed un tempio costruito con argilla mischiata a polvere d'oro e sangue umano. Il Regno del Dahomey stabilì le basi del proprio potere su uno stato permanente di guerra che gli permise di catturare prigionieri da rivendere come schiavi. L'esercito reale era formato anche da truppe femminili che si caratterizzavano per l'audacia e la bellicosità. Gli storici sottolineano la dimensione "laica" del potere esercitato dai re del Dahomey. Il re non era né un dio né un sacerdote, nonostante il numero abbondante di sacrifici umani compiuti sulle tombe dei re in particolari occasioni. Il potere era esercitato secondo una razionalità accessibile ad una mentalità europea. Prova ne è il fatto che il Re di Francia e del Dahomey si scambiavano rappresentanze diplomatiche alla fine del 18° sec.

Nel pomeriggio assisteremo alla spettacolare danza delle maschere Gelede.

Gelede è allo stesso tempo un culto, una società segreta e una maschera. Innanzitutto è il culto di Oudua: la grande divinità, la prima madre e madre terra. Gelede è anche la figlia di Ougun, il dio del ferro e una delle principali divinità della religione Voodoo nel Sud del Benin; ma Gelede è anche la società segreta che possiede le maschere Gelede e organizza speciali danze. Le performances di Gelede richiamano i nostri “teatri” occidentali dove ogni machera rappresenta un personaggio, spesso umoristico o ironico. L’aspetto teatrale delle maschere che mimano brevi storie ha la funzione di educare oltre che di intrattenere il villaggio. La maschera di Gelede ha tratti femminili ma viene indossata da uomini travestiti da donne che danzano incredibili performances: un coro composto da più di 20 cantanti che danzano in cerchio con due grandi tamburi nel centro. Il pubblico circostante, felice ed estasiato, segue il canto, ridendo e applaudendo. I colori dominano la scena con ballerini vestiti di abiti sgargianti e che si muovono in continuazione sulla scena.

Pranzo a picnic o in ristorante locale; colazione, cena e pernottamento nell'Hotel Sun City.

10° GIORNO: Una Città sulle Palafitte, Abomey - Ouidah (160 km - 5h), Benin

Nella regione a nord di Cotonou si estende una vasta area lacustre che accoglie Ganvie, grande villaggio su palafitte. Lo raggiungeremo, a bordo di barche motorizzate, attraversando il lago Nokwe. Gli abitanti, dell'etnia Tofinou, costruiscono le loro capanne su pali di teck e ricoprono i tetti delle abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è l'attività principale della popolazione. L'isolamento in cui vivono ha permesso loro di conservare abitudini e regole ancestrali. Nelle piroghe, che uomini, donne e bambini conducono con facilità con l'aiuto di lunghe pertiche, si scandisce la vita quotidiana. E' sulla piroga che si va a pesca, ci si sposta, si mettono in mostra le merci da vendere al mercato, si canta accompagnando il ritmo delle pertiche...
Proseguiamo verso Ouidah che è considerata una delle capitali del vudù africano. In questa città, antico porto del traffico negriero dall'architettura afro-portoghese decadente, coabitano uno di fronte all'altro il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole... il battito lontano delle onde sulla spiaggia... il ritmo dei tamburi rappresentano l'eco mormorante di colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un'atmosfera al di fuori del tempo, molto ben descritta da Chatwin nel suo libro « Il viceré di Ouidah ». A Ouidah visiteremo il Tempio dei Pitoni, dove questi animali sono venerati come vudù protettori della città; il forte portoghese trasformato in museo sulla tratta degli schiavi ed infine la via del non-ritorno percorsa dai prigionieri prima di essere imbarcati in direzione del nuovo mondo.
Pranzo a picnic o in ristorante locale; colazione, cena e pernottamento nell'Hotel Casa del Papa.

11° GIORNO: Nella Terra del Vudù, Abomey - Ouidah (160 km -5h) - Partenza Benin

Passaggio della frontiera del Togo (Save Kodji / Hilla Kodji).
In tutta la regione del litorale del Benin e del Togo, il vudu è la religione tramandata dagli antenati ed è praticata con fervore. Quest'esperienza religiosa è molto più ricca e complessa dei cliché diffusi in Europa, secondo i quali il vudù non sarebbe altro che una bassa forma di magia nera. Si tratta invece di una religione che dà senso e ordine alla vita di milioni di persone, qui e altrove nel mondo.
Ci spostiamo in "brousse" alla scoperta di questo culto. Presso un villaggio assisteremo ad una celebrazione vudù. Durante la cerimonia potrà accadere che tra suoni di tamtam e canti , il tale o talaltro Vudù s'impossessi di alcuni adepti, dando così luogo ad autentiche manifestazioni di trance.
Arrivo a Lomè e tempo libero da dedicare agli ultimi acquisti e al relax. A Lome ci sono ampie possibilità di shopping, i nostri veicoli saranno a disposizione per accompagnarvi alla ricerca di arte tribale ed antiquariato, artigianato, pittura contemporanea della scuola togolese, che comincia ad essere conosciuta ed apprezzata nelle gallerie europee e statunitensi, ed inoltre oggetti degni di apparire nelle collezioni di arte popolare, come i colorati pannelli "pubblicitari" dei coiffeur di strada.
All’arrivo in città alcune camere saranno a disposizione in day-use sino alle ore 18.00 prima del trasferimento in aeroporto per le operazioni di imbarco. Partenza con volo notturno per l’Europa.
Colazione in hotel, pranzo in ristorante e cena libera.

12° GIORNO: Arrivo in Italia

Ritorno in Italia e fine dei servizi.

Quote in aggiornamento

Richiedi informazioni

TogoBenin|12
TogoBenin
Aggiornamento: 24/04/19 15:41